SC Dottori CommercialistiIl commercialista come partner strategico
Informativa sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale

Come usiamo l'intelligenza artificiale e dove ci fermiamo

Nello Studio usiamo strumenti di intelligenza artificiale. Riteniamo giusto che tu sappia dove, per farci cosa, con quali dati e con quali controlli. Questa pagina lo spiega senza formule di rito, perché una dichiarazione generica non aiuta nessuno a capire davvero.

Il quadro normativo esiste già ed è in vigore: l'articolo 13 della Legge 23 settembre 2025 n. 132, il Codice deontologico dei dottori commercialisti nella versione modificata il 21 novembre 2025, il Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale e il GDPR. Non stiamo anticipando obblighi futuri: stiamo dando conto di doveri che ci riguardano oggi.

Il principio, in una riga

L'intelligenza artificiale può assisterci nel lavoro strumentale. Non può sostituire la competenza, il giudizio e la responsabilità del professionista, e nel nostro Studio non lo fa.

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Il professionista resta al centro, e questa non è una frase di cortesia

La legge stabilisce che l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto, e che deve restare prevalente il lavoro intellettuale che è oggetto dell'incarico.

Il Codice deontologico va oltre e vieta espressamente al commercialista di usare questi sistemi in modo che sostituiscano la propria attività intellettuale e la valutazione o interpretazione dei fatti e delle norme. Chi se ne avvale, prosegue la norma, se ne assume pienamente la responsabilità e il controllo, con il dovere di verificare fonti e veridicità dei dati.

In nessun caso il ricorso ai sistemi di intelligenza artificiale può considerarsi esimente in tema di obblighi derivanti dal presente codice deontologico e dalle norme vigenti in materia. Codice deontologico CNDCEC, art. 21 comma 9

Tradotto: se un output è sbagliato, la responsabilità è nostra. Non dello strumento, non del fornitore. Ed è per questo che il rischio da governare non è soltanto l'errore dell'algoritmo, ma l'eccesso di delega: l'abitudine ad accettare un risultato che sembra plausibile senza averne verificato fonti, calcoli e coerenza.

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Dove la usiamo davvero

Preferiamo dirti in quali attività questi strumenti entrano, invece di limitarci a dichiarare che li usiamo "nel rispetto della normativa".

AmbitoCosa fa lo strumentoCosa facciamo noi
Ricerca normativa e di prassi Individua norme, circolari e documenti di prassi potenzialmente pertinenti, propone sintesi e collegamenti Leggiamo la fonte originale. Nessuna norma, sentenza o circolare entra in un nostro documento senza essere stata verificata sul testo ufficiale
Elaborazione di testi Produce bozze e riformulazioni di comunicazioni, note e materiale informativo Riscriviamo, correggiamo e ci assumiamo la responsabilità del contenuto finale. Il ragionamento professionale è nostro
Contabilità e gestionali Riconoscimento automatico dei documenti, proposte di classificazione dei movimenti, riconciliazioni Le proposte automatiche sono revisionate. Le scritture e le dichiarazioni sono controllate da una persona prima di essere trasmesse
Analisi di documenti Estrae dati e informazioni da bilanci, contratti e documentazione voluminosa Ricontrolliamo i dati estratti sul documento originale. L'interpretazione resta un'attività professionale
Riunioni Trascrive e sintetizza incontri e call, quando i partecipanti ne sono informati La trascrizione è un supporto alla memoria, non un verbale. Le decisioni sono ricostruite e confermate da noi
Comunicazione e newsletter Assiste nella stesura di testi divulgativi e nell'organizzazione dei contatti Ogni contenuto pubblicato passa da revisione umana e responsabilità editoriale. I dati e gli esempi numerici sono ricalcolati a mano

Dove invece non la usiamo

Non affidiamo a sistemi automatici il giudizio professionale: la scelta di un'interpretazione normativa, la valutazione di una strategia, il parere su un'operazione, la decisione su cosa consigliarti. Non esistono nel nostro Studio processi decisionali interamente automatizzati che producano effetti su di te: nessuna decisione basata unicamente su un trattamento automatizzato, ai sensi dell'articolo 22 del GDPR.

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I tuoi dati

Questo è il punto su cui le informative tendono a cavarsela con una riga. Proviamo a essere più precisi, perché il tema è concreto: usare uno strumento di intelligenza artificiale può comportare un trattamento di dati personali non solo quando i dati vengono scritti in una richiesta, ma anche quando sono contenuti nei documenti allegati, negli output generati, nei registri di utilizzo e nei metadati.

Come distinguiamo gli strumenti

  • Funzioni integrate nei gestionali professionali che già utilizziamo per la tua contabilità e per gli adempimenti. I dati restano nell'ambiente del fornitore con cui abbiamo un rapporto contrattuale, che è nominato responsabile del trattamento ai sensi dell'articolo 28 del GDPR.
  • Servizi esterni di intelligenza artificiale generativa, utilizzati in versioni professionali con le impostazioni che escludono l'utilizzo dei contenuti per l'addestramento dei modelli, quando il fornitore lo consente contrattualmente.

Le regole che ci diamo

  • Prima di adottare uno strumento ne valutiamo condizioni contrattuali, utilizzo dei dati per l'addestramento, tempi di conservazione, misure di sicurezza, subfornitori ed eventuali trasferimenti verso Paesi terzi.
  • Riduciamo i dati identificativi a quanto strettamente necessario. Siamo però consapevoli di una cosa che spesso si dà per scontata: togliere il nome non equivale ad anonimizzare. Un insieme di importi, date e caratteristiche può restare riferibile a una persona, e questo cambia le precauzioni da prendere.
  • Il segreto professionale non ammette eccezioni tecnologiche. Vale per i sistemi di intelligenza artificiale esattamente come per qualunque altro strumento.

Il trattamento dei tuoi dati personali resta disciplinato dall'informativa privacy, che indica titolare, finalità, basi giuridiche, destinatari, tempi di conservazione e i diritti che puoi esercitare.

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I contenuti di questo sito

Dal 2 agosto 2026 sono applicabili gli obblighi di trasparenza previsti dall'articolo 50 del Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, che riguardano fra l'altro i testi pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico e i contenuti generati o manipolati artificialmente.

La norma prevede che l'obbligo di dichiarazione non operi quando il contenuto sia stato sottoposto a un processo di revisione umana o di controllo editoriale e una persona fisica o giuridica ne detenga la responsabilità editoriale. È esattamente la nostra situazione, e vale la pena essere espliciti su cosa significhi: la firma da sola non basta, serve una revisione sostanziale.

  • Gli articoli, le guide e le newsletter pubblicati da questo Studio sono sottoposti a revisione umana prima della pubblicazione. La responsabilità editoriale è di Silvia Casali.
  • I dati numerici, gli esempi e i riferimenti normativi contenuti nei nostri materiali sono verificati sulle fonti ufficiali e i calcoli sono rifatti a mano.
  • Se un giorno pubblicheremo un contenuto generato da intelligenza artificiale senza questa revisione sostanziale, oppure immagini o video generati o modificati artificialmente in modo non evidente, lo troverai segnalato sul contenuto stesso.

La chat di questo sito

Il riquadro di messaggistica presente sulle pagine non è un assistente automatico: dall'altra parte risponde una persona dello Studio. Se in futuro dovessimo introdurre un sistema conversazionale automatico, te lo diremmo prima che tu inizi a scrivere, come richiede la stessa norma europea.

Il check-up fiscale

Lo strumento di check-up fiscale disponibile su questo sito non utilizza intelligenza artificiale. È un calcolatore deterministico: applica alle risposte che inserisci un insieme di regole scritte da noi, derivate dalla normativa vigente, e a parità di risposte produce sempre lo stesso risultato. Non genera testo, non apprende dai dati inseriti, non elabora profili. Lo precisiamo perché strumenti simili vengono spesso presentati come "analisi con intelligenza artificiale": il nostro non lo è, e le stime che produce restano indicative e non sostituiscono l'esame della tua posizione reale.

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Cosa puoi chiedere

  • Sapere di più. Puoi chiederci in qualsiasi momento quali strumenti utilizziamo nel tuo incarico, per quali attività e con quali misure di tutela dei dati. Rispondiamo in modo specifico, non con un rinvio a questa pagina.
  • Chiedere che l'intelligenza artificiale non venga utilizzata nella gestione della tua pratica. Ne teniamo conto e ti diciamo con chiarezza cosa comporta in termini di tempi e di costi, e fin dove possiamo arrivare: alcune funzioni sono ormai incorporate nei software gestionali e negli strumenti di sicurezza, e i nostri obblighi di diligenza e di qualità professionale restano in ogni caso il limite entro cui operiamo.
  • Esercitare i tuoi diritti sui dati personali — accesso, rettifica, cancellazione, limitazione, opposizione, portabilità — secondo quanto indicato nell'informativa privacy.

Per ognuna di queste richieste: assistenza@casalisilvia.com.

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Come lo governiamo, internamente

Il Regolamento europeo chiede a chi utilizza questi sistemi di curare la competenza di chi li adopera. Il Codice deontologico stabilisce che il dovere di competenza comporta, per il professionista e per i suoi collaboratori, la conoscenza del funzionamento e della tecnologia utilizzata. Sono due modi di dire la stessa cosa: non si può usare responsabilmente uno strumento che non si capisce.

Per questo abbiamo scelto un presidio proporzionato alle dimensioni dello Studio, e non un adempimento da archiviare:

  • un referente interno per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale;
  • una policy di utilizzo che stabilisce chi può usare quali strumenti, per quali attività e su quali dati;
  • un elenco degli strumenti autorizzati, tenuto aggiornato, con i tipi di dati ammessi per ciascuno;
  • una procedura di controllo umano degli output prima che qualunque risultato esca dallo Studio;
  • formazione e verifiche periodiche, perché gli strumenti cambiano più in fretta delle procedure.

Non è un elenco di adempimenti obbligatori per tutti indistintamente. È il modello organizzativo che abbiamo ritenuto adeguato alla nostra attività, e che ci permette di rendere il presidio concreto e dimostrabile, non dichiarato.

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La domanda è cambiata

Per un periodo la domanda è stata: possiamo usare l'intelligenza artificiale nello studio? Oggi non è più quella. È: chi può utilizzarla, con quali strumenti, su quali dati, secondo quali regole e con quale controllo.

Il governo di questi strumenti non è un documento da firmare e archiviare. È un processo da applicare, aggiornare e poter dimostrare nel tempo. Questa pagina è la parte di quel processo che ti riguarda, ed è per questo che è pubblica.

Hai una domanda? Scrivimi
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Riferimenti normativi

Legge 23 settembre 2025, n. 132, "Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale", in vigore dal 10 ottobre 2025 — art. 13, "Disposizioni in materia di professioni intellettuali".

Codice deontologico della professione di dottore commercialista ed esperto contabile, art. 21, commi 8, 9 e 10, introdotti con delibera del Consiglio Nazionale del 20 novembre 2025 ed efficaci dal 21 novembre 2025 (Informativa CNDCEC n. 178/2025). Si vedano anche le indicazioni operative della guida "L'aiuto intelligente al commercialista" (Informativa CNDCEC n. 156/2025).

Regolamento (UE) 2024/1689 sull'intelligenza artificiale — art. 4 (alfabetizzazione in materia di IA, applicabile dal 2 febbraio 2025) e art. 50 (obblighi di trasparenza, applicabile dal 2 agosto 2026), come modificato dal Regolamento (UE) 2026/1744.

Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) — in particolare artt. 5, 13, 22, 28, 32 e 35, e Capo V per i trasferimenti verso Paesi terzi.

Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2026
Questa pagina viene rivista almeno una volta l'anno e a ogni modifica rilevante degli strumenti utilizzati o del quadro normativo.