Quattro società, dieci sedi dirette, un socio investitore e l'obiettivo di cento palestre. Dietro l'insegna gialla e nera c'è un modello preciso, e i documenti pubblici lo raccontano meglio di qualunque intervista.
Analisi basata solo su documenti pubblici: visure storiche e bilanci 2025 depositati al Registro Imprese (estratti il 2 settembre 2026), sito ufficiale e stampa locale. Non ho rapporti professionali con le società citate. I soci sono persone fisiche e li indico per ruolo, non per nome. Le interpretazioni sono mie e le segnalo come tali.
Te lo sei chiesto anche tu. Ogni due mesi apre una NowGym: Ravenna, Faenza, Forlì, Russi, Bagnacavallo, Bertinoro, Lugo, Parma. Sala pesi enorme, macchinari nuovi, aperta 24 ore su 24, pulita in modo quasi maniacale, 39,90 euro al mese.
Nel frattempo le palestre "normali" tirano su le tapparelle a fatica, alzano i prezzi, chiudono i corsi, e qualcuna chiude del tutto.
Allora come fanno?
Ho preso le visure storiche e i bilanci 2025 delle quattro società che gestiscono le palestre e li ho letti come leggo quelli dei miei clienti: con una calcolatrice, una matita e la domanda "cosa hanno deciso, e quando". La risposta c'è, ed è più interessante della domanda.
Non è un trucco. Sono cinque decisioni, tutte visibili nei documenti:
Adesso i numeri, uno per uno.
Il marchio NowGym nasce nel 2023. La storia no. Le visure storiche la ricostruiscono anno per anno, e vale la pena seguirla perché spiega la velocità di oggi.
Dieci anni per arrivare a tre sedi. Poi sette in dodici mesi. Le accelerazioni così non capitano: si preparano.
Chi pensa "NowGym" pensa a un'azienda. Sono quattro, messe a piramide.
La holding è una S.r.l. ordinaria. Detiene le partecipazioni, investe negli allestimenti e nelle attrezzature delle nuove sedi, concede il marchio, fa tesoreria centralizzata. I tre fondatori hanno il 26%, il 24,5% e il 24,5% (insieme il 75%); dal maggio 2026 c'è un socio investitore al 25%.
Le tre società operative sono società sportive dilettantistiche a responsabilità limitata. La storica gestisce Punta Marina, Alfonsine, Russi, Bagnacavallo, Parma e Lugo; quella di Ravenna, controllata al 75% dalla storica e presto al 100%, gestisce via Faentina; quella di Forlì-Faenza gestisce Forlì, Faenza e Bertinoro, e dichiara in bilancio di essere soggetta a direzione e coordinamento della holding.
Dieci sedi dirette. Le altre che vedi comunicate (Gambettola, Savignano, Imola, la seconda di Faenza) non risultano in capo a nessuna di queste società: il gruppo stesso parla di "sedi affiliate del circuito". Palestre di terzi che entrano nel sistema con lo stesso abbonamento circolare. Su quelle non ho bilanci e non le conto.
È la parte che nessuno ti racconta ed è quella più intelligente. Le società che gestiscono le palestre lo scrivono nero su bianco nella nota integrativa:
Due conseguenze concrete. Primo: le imposte si calcolano in modo forfettario, sui proventi, non sull'utile. Secondo: gli utili non escono. Restano dentro le società operative.
Sopra però c'è una S.r.l. ordinaria che possiede tutto, investe e incassa servizi e canoni dalle controllate. Il suo oggetto sociale, riscritto nel 2026, elenca esattamente i mestieri di una capogruppo:
Le palestre producono cassa in un regime leggero; la holding la investe nella palestra dopo. È un'architettura da manuale, e l'hanno costruita da soli, un pezzo alla volta, in dieci anni.
Ecco la tabella che cambia la prospettiva. Tre società operative, cinque palestre aperte nel 2025.
| Società storica | Società di Ravenna | Società Forlì-Faenza | Totale | |
|---|---|---|---|---|
| Sedi aperte nel 2025 | Punta Marina, Alfonsine | Ravenna | Forlì, Faenza (da fine ottobre) | 5 |
| Ricavi | 630.457 | 897.968 | 328.457 | 1.856.882 |
| Variazione sul 2024 | −8% | +6% | primo anno | |
| Costo del personale | 121.098 | 216.526 | 14.394 | 352.018 (19%) |
| Servizi (pulizie, manutenzioni, esterni) | 252.634 | 159.141 | 109.202 | 520.977 (28%) |
| Affitti e noleggi | 139.968 | 220.610 | 52.348 | 412.926 (22%) |
| Margine operativo lordo | 52.988 | 184.753 | 98.013 | 335.754 (18%) |
| Imposte | 1.352 | 5.106 | 683 | 7.141 |
| Utile netto | −25.868 | 119.955 | 89.533 | 183.620 |
| Dipendenti medi | 4 | 5 | 2 | 11 |
| Debiti verso banche | 138.128 | 248.472 | — | 386.600 |
Euro, bilanci al 31/12/2025. Gli affitti includono i canoni verso la holding. Il margine operativo lordo è il risultato operativo più gli ammortamenti.
Ricavi delle vendite e delle prestazioni, bilanci al 31/12/2025. La holding fattura 277 k€, in larga parte verso le controllate: non sommabili.
La sola sede di Ravenna fattura 898 mila euro l'anno. Settantacinque mila al mese. A 39,90 euro sono circa 1.900 abbonati equivalenti; con il listino reale, che sale per chi non prende almeno tre mesi, siamo fra 1.500 e 1.900 persone che passano il tornello ogni mese su 700 metri quadri.
Tienilo a mente: una palestra low cost ben fatta non è un business "piccolo". Utile aggregato del 2025: 184 mila euro. Con undici dipendenti.
Il margine scende dal 28% al 21% perché il personale raddoppia: da 5 dipendenti medi e 1 collaboratore a 5 dipendenti e 6 collaboratori nel quarto trimestre. Investono in presidio della sala.
Guarda dove finiscono i soldi.
Percentuali arrotondate sui ricavi delle vendite (1,86 M€). Il risultato operativo effettivo è l'11% grazie a 77 k€ di altri ricavi.
Personale: 19 euro su 100. In una palestra tradizionale, con istruttori di sala, corsi e reception presidiata, questa voce sta fra 35 e 45. Qui il tornello, la bussola d'ingresso, l'app e la videosorveglianza fanno il lavoro che altrove fanno le persone.
Servizi: 28 euro su 100. È la voce più alta di tutte. Dentro ci sono le pulizie esternalizzate, le manutenzioni, i fornitori esterni. Cioè esattamente quello che noti quando entri: sempre qualcuno che pulisce, macchine che funzionano, niente rotto. Non hanno risparmiato sul dettaglio. Hanno risparmiato su ciò che il cliente low cost non paga.
E la prova è scritta nel bilancio della società storica, quella di Punta Marina e Alfonsine, che nel 2025 ha perso l'8% e chiuso in rosso per il secondo anno. La nota integrativa non gira intorno al problema:
Tradotto: hanno tolto i corsi. Le sedi storiche erano nate come palestre complete; i numeri hanno detto che le aree accessorie costavano più di quanto rendevano, e loro hanno ascoltato i numeri. I servizi della società storica scendono da 332 a 253 mila euro in un anno.
Il focus sulla sola sala pesi non è uno slogan da Instagram. È una decisione presa con un conto economico in mano, e presa anche quando faceva male.
La società di Forlì e Faenza è stata costituita il 20 maggio 2025. Ha aperto le due sedi il 27 e il 31 ottobre.
Al 31 dicembre, dopo poco più di due mesi, il primo bilancio dice questo:
I 227 k€ sono risconti passivi: abbonamenti pagati nel 2025 e consumati negli anni successivi. Totale raccolto: 556 k€.
556 mila euro di abbonamenti in due mesi, con due palestre nuove. Non esiste "fase di avviamento". Prevendita, offerta di ingresso, comunicazione locale martellante, tutto pronto prima del taglio del nastro.
Ed è qui la vera differenza con un ristorante o un negozio: in una palestra low cost il cliente paga prima di consumare. Più apri, più cassa entra in anticipo. È il carburante del punto successivo.
Il bilancio più rivelatore è quello della holding. Nel 2025 ha investito 1.136.151 euro: 771 mila in allestimenti e migliorie sugli immobili in affitto, 353 mila in attrezzature. Con un patrimonio netto di 28 mila euro e 10 mila euro sul conto a fine anno.
I fornitori sono cresciuti di 656 k€ nell'anno; il mutuo, acceso ad agosto 2025, si rimborsa da agosto 2026.
Come si fa? Con tre leve usate insieme. Un mutuo da 400 mila euro a dieci anni, con rimborso che parte solo dall'agosto 2026: per un anno intero solo interessi. 806 mila euro di debiti verso fornitori: chi ha allestito le palestre viene pagato a rate, con la cassa che le palestre generano. E 671 mila euro di "altri debiti", cresciuti di 247 mila nell'anno.
E qui la lettura incrociata racconta il pezzo che manca. Le tre società operative, che non possono distribuire utili, chiudono il 2025 con circa 900 mila euro di crediti "verso altri" e 57 mila euro di cassa. La società di Forlì-Faenza ha incassato 556 mila euro in due mesi e ne ha 14 mila sul conto.
I bilanci abbreviati non dicono chi sia la controparte. Ma lo statuto della holding prevede espressamente "tesoreria centralizzata" e "finanziamenti infragruppo", e l'ipotesi che quadra con tutti i numeri è semplice:
Il passaggio palestre → holding è un'ipotesi coerente con i bilanci (900 k€ di crediti "verso altri" nelle S.S.D., 671 k€ di "altri debiti" nella holding) e con lo statuto della holding.
Gli utili non escono dal gruppo. Diventano la sede successiva. È per questo che aprono "a nastro" mentre gli altri stanno fermi: gli altri aspettano di avere i soldi, loro li fanno girare.
Le imposte teoriche sono una stima dell'autrice ai fini del confronto. Il regime 398/91 è legittimo alle sue condizioni (carattere dilettantistico, affiliazione, iscrizione al registro).
Sette mila euro di imposte su 191 mila di risultato ante imposte: il 3,7%. Una S.r.l. ordinaria con lo stesso risultato ne avrebbe pagati, fra IRES e IRAP, oltre cinquantamila. La differenza è la legge 398/91: il reddito delle società sportive dilettantistiche si calcola in via forfettaria sui proventi commerciali, non sull'utile.
È perfettamente legittimo, alle condizioni previste: carattere sportivo dilettantistico, affiliazione a un ente di promozione sportiva, iscrizione al registro nazionale, nessuna distribuzione di utili. Ed è una scelta di struttura che vale, da sola, più di quanto guadagna una sede in un anno. Non l'hanno trovata per caso: la società storica ha adottato questa forma nel 2016, le altre due sono nate già così.
A maggio 2026 il gruppo ha annunciato l'ingresso di un socio investitore, un ex calciatore di serie A con radici romagnole, e un obiettivo dichiarato: 100 sedi in Italia. La visura conferma e precisa.
Tre cose da notare. È entrato nella holding, non nelle palestre dove gli utili non si distribuiscono: scelta corretta. È entrato in due tempi, acquisto di quote dai fondatori e poi aumento di capitale, arrivando al 25%; i fondatori restano al 75% complessivo, nessuno ha la maggioranza da solo. E lo stesso giorno lo statuto è stato riscritto con le tutele che un socio di minoranza chiede prima di firmare: prelazione, materie riservate, quorum rafforzati, obbligo di report trimestrale. Le hanno concesse, e questo dice che si sono seduti al tavolo da pari.
Mettiti dalla parte di chi ha firmato. Vede quattro cose.
E per un ex calciatore c'è una quinta ragione: lui stesso è un asset di marketing. Apre porte con proprietari di immobili e amministrazioni, e abbassa il costo di acquisizione degli abbonati in ogni nuova città. Il gruppo compra visibilità, lui compra un pezzo di una macchina che produce cassa. Uno scambio sensato per entrambi.
Sono bravi. Proprio per questo vale la pena dire cosa rende questa corsa impegnativa, perché lo sanno anche loro.
Nessuno di questi punti è un difetto. Sono le conseguenze di crescere davvero.
Nello statuto della holding c'è un articolo che non trovo quasi mai nelle piccole imprese.
Nello statuto. Non in un buon proposito, non in un Excel aggiornato quando c'è tempo: in un obbligo societario.
Tre persone che dieci anni fa hanno aperto una palestra a Punta Marina oggi guidano un gruppo con una holding, tre società operative, un socio investitore, dieci sedi dirette e un cruscotto trimestrale scritto nelle regole della società.
Questa è la differenza fra chi cresce e chi si allarga. Ed è anche il motivo per cui le loro palestre sono così curate: chi guarda i numeri ogni tre mesi sa esattamente quanto costa un cliente perso per uno spogliatoio sporco.
Non devi aprire palestre. Ma quattro decisioni di questa storia valgono per un ristorante, un negozio, uno studio, un'officina.
Sai quanto rende ogni tua linea? Loro hanno tolto i corsi perché avevano i numeri per vedere che erano in perdita. Se non hai il conto economico per linea, stai tenendo in vita qualcosa che ti costa senza saperlo.
La struttura societaria è una leva, non una formalità. Holding e società operative, regime fiscale adatto all'attività, utili che restano dove servono. Si disegna prima di crescere.
Un lancio non è un'apertura. 556 mila euro in due mesi non capitano: si preparano.
Chi cresce a debito vede la cassa ogni mese. Loro l'hanno reso obbligatorio per statuto. Tu puoi farlo anche senza notaio.
NowGym ha reso leggibile il proprio modello: una sede, un numero, una decisione. Se vuoi capire quali sono i quattro numeri della tua attività che nessuna legge ti obbliga a calcolare, ma che decidono se cresci o se ti allarghi, è esattamente il lavoro che faccio con i miei clienti.
ScrivimiFonti. Visure storiche e bilanci 2025 delle quattro società del gruppo (Registro Imprese, estratti il 02/09/2026); nowgymh24.com e nowh24.com; Ravenna Notizie (15/03/2023), RavennaToday (10/07/2025, 27/10/2025, 18/06/2026), ForlìToday (10/07/2025), Ravenna&Dintorni (04/05/2026). Cifre arrotondate dove indicato. Il costo per sede e le imposte teoriche di una S.r.l. sono stime dell'autrice. La lettura dei crediti e debiti infragruppo è un'ipotesi interpretativa, non risultante espressamente dai documenti. Il range del costo del personale nelle palestre tradizionali è un'indicazione di settore. Le foto sono tratte dal sito ufficiale del gruppo a fini di analisi.